L’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) è il secondo ente di ricerca pubblico. Nell’ambito della sua ramificazione sul territorio nazionale, la Regione Emilia-Romagna ospita uno dei nodi scientifici e infrastrutturali più rilevanti dell’Agenzia, all’interno del quale spiccano per importanza storica, strategica e industriale il Centro Ricerche di Bologna, il Centro Ricerche del Brasimone (situato nell’Appennino bolognese) e il laboratorio specializzato di Faenza, i quali costituiscono un ecosistema scientifico integrato unico nel panorama europeo; la centralità di questo asse della ricerca è anchesancita e regolata da un Accordo Quadro tra l’ENEA e la Regione Emilia-Romagna. Nonostante la valenza strategica delle attività in essere, i presidi ENEA emiliano-romagnoli si trovano oggi a fronteggiare severe criticità strutturali, tra cui una persistente e marcata carenza di risorse umane dovuta al blocco o il rallentamento del turn-over e la conseguente difficoltà nel garantire il passaggio di competenze su programmi scientifici pluriennali. A tali problemi d’organico si sommano rilevanti sofferenze logistiche e di bilancio: per il Centro di Bologna si registrano la necessità di decisioni rispetto alla sede che vedrebbe in prospettiva la transizione verso i nuovi moduli del Tecnopolo, mentre il Centro del Brasimone sconta storici isolamenti infrastrutturali, legati alla viabilità appenninica e alla connettività digitale, che seppur affrontati nell’ambito di queste partnership industriali rischiano di frenare l’attrattività del sito per ricercatori e partner industriali internazionali, nonché un quadro di incertezza sulla piena copertura economica per le fasi successive dei grandi progetti in corso. Ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministero per sollecitare l’ attenzione del Governo e chiedere i suoi orientamenti in merito
