Condivido le perplessità e gli interrogativi che Alberto Capolungo, presidente della associazione dei familiari delle vittime della Uno Bianca, ha manifestato a fronte della concessione della semilibertà ad Alberto Savi. In particolare sottolineando la mancanza di un pentimento per gli atti compiuti e di qualsiasi collaborazione all’ accertamento della verità. Nel pieno rispetto della autonomia della magistratura e del principio della funzione rieducativa della pena credo debbano venire sempre prima le ragioni delle vittime e del loro diritto alla giustizia. Troppe volte nella storia del Paese le vittime non sono state fino in fondo difese dalle istituzioni. Ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia per chiedere, per quanto di sua competenza, se intenda assumere informazioni in merito.
