Le scritte di minaccia contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e quelle rivolte alle Forze dell’Ordine, apparse in questi giorni sui muri di Bologna, rappresentano un fatto grave, inaccettabile e intollerabile per una comunità democratica. Alla Premier va la mia sincera solidarietà; alle Forze dell’Ordine ribadisco il mio pieno sostegno e la mia profonda gratitudine per il lavoro quotidiano che svolgono a garanzia della legalità e della sicurezza di tutti i cittadini. Desidero esprimere un plauso al Comune di Bologna per essersi attivato tempestivamente nel far cancellare immediatamente quelle scritte dal decoro urbano.
Quanto accaduto sulle strade si inserisce purtroppo in un quadro più ampio e grave. In questi ultimi giorni stiamo assistendo a un montare cupo di violenza verbale, insulti e vere e proprie intimidazioni anche sul terreno dei social network, trasformati troppo spesso in piazze d’odio sregolate, su cui ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi. Si sta alimentando un clima complessivo di violenza e intolleranza che non possiamo accettare né sottovalutare. Quando il linguaggio della politica e del dibattito pubblico travalica il rispetto, la violenza delle parole finisce inevitabilmente per armare le mani o l’odio di pochi.
L’ho detto più volte negli scorsi giorni e lo ribadisco oggi con ancora maggiore forza: tutte le forze politiche, senza alcuna distinzione di schieramento, e tutti coloro che rivestono responsabilità istituzionali devono pronunciare parole chiare, fermissime e senza “se” e senza “ma” contro ogni forma di violenza, sia essa fisica o digitale. Il confronto politico in questa fase storica può e deve essere anche aspro, vivace e appassionato, ma chiunque abbia a cuore la democrazia deve tenere bene a mente che esiste un limite valicabile a proprio rischio: quello del rifiuto assoluto, sempre e comunque, dell’insulto, della delegittimazione dell’avversario e dell’incitamento all’odio. Bologna e l’Italia intera hanno bisogno di coesione, senso dello Stato e responsabilità civica. Non lasceremo che l’intolleranza inquini la nostra convivenza civile.
