Interrogazione al ministro sul caso ex Bredamenarini

Ecco il testo dell’interrogazione parlamentare al Ministro dello sviluppo economico sul caso Industria Italiana Autobus (ex Bredamenarini).

 

Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere –

premesso che:

  • Industria Italiana Autobus è un’azienda nata nel 2015 attraverso il raggruppamento dell’ex Bredamenarini di Bologna e l’Irisbus di Avellino, la cui proprietà risulta partecipata all’80 per cento da Tever s.p.a. (ex King Long Italia) e al 20 per cento da Leonardo (ex Finmeccanica);
  • l’azienda stante la crisi industriale e finanziaria in atto, ha richiesto l’intervento del Ministero dello sviluppo economico per cercare delle soluzioni che consentano la ristrutturazione degli stabilimenti e la ripresa dell’attività produttiva anche alla luce della scadenza, a dicembre degli ammortizzatori sociali attualmente erogati;
  • particolarmente urgente appare alla luce della situazione finanziaria una ricapitalizzazione societaria; durante l’incontro sul tavolo di crisi del 6 luglio 2018 il Governo ha indicato la disponibilità ad agire per favorire l’ingresso di Invitalia, con il Fondo Pmi sud, nella compagine della società, insieme a un nuovo socio privato, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione definitiva per consentire la stabilità occupazionale ai lavoratori per gli stabilimenti di Bologna e Flumeri (Avellino) e lo sblocco degli investimenti per far ripartire la produzione sul territorio nazionale con le commesse affidate all’azienda;
  • il successivo incontro, tenutosi il 2 agosto 2018 presso il Ministero dello sviluppo economico ha rallentato e quasi bloccato gli impegni assunti nella precedente riunione;
  • ad oggi infatti non risulta che ci sia stato nessun impegno fattivo in termini di ricapitalizzazione né sembrano avanzare le procedure per l’entrata del fondo di Invitalia e nemmeno la formalizzazione del terzo socio che entrasse nella compagine societaria;
  • la situazione si è ulteriormente aggravata con la corresponsione ridotta degli stipendi dei lavoratori;
  • la regione Emilia Romagna con lettera del suo Presidente Bonaccini, del 29 Agosto u.s., nel sollecitare l’azione promessa dal Governo ha indicato la disponibilità della regione stessa a collaborare al percorso di salvaguardia dell’azienda, dei suoi stabilimenti – a partire da quello di Bologna – e dell’occupazione;
  • è forte la preoccupazione che il ritardo del Governo, nella gestione di questa crisi industriale, sia il preludio di un vero e proprio «stop» alla prospettata soluzione per il rilancio di Industria Italiana Autobus, e che questo possa comportare l’avvio della procedura fallimentare, vista la situazione di crisi finanziaria conclamata che rischia di compromettere il futuro dei lavoratori, che sono 154 a Bologna e 290 ad Avellino, nonostante il fatto che l’azienda risulti in credito verso la pubblica amministrazione di una cifra vicina ai 30 milioni di euro dei quali 20 già scaduti e abbia vinto gare pubbliche per oltre 1300 autobus con ordini per circa 260 milioni di euro

 

quali iniziative intenda intraprendere il Ministro interrogato in maniera urgentissima ed efficace per mantenere gli impegni presi e per trovare una soluzione soddisfacente alle problematiche esposte in premessa, a tutela degli stabilimenti del gruppo, dei lavoratori e di un comparto industriale importante per il Paese.

Benamati, Cantone, Critelli, De Maria, Rizzo Nervo

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