Il PD riparte dal PD

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Il PD riparte dal PD. Questo è il titolo che abbiamo scelto per il nostro seminario sul partito, che si svolgerà sabato e domenica prossimi a Milano, all’interno della Festa nazionale de l’Unità.
Pensiamo sia il momento giusto per una discussione sull’organizzazione del PD e soprattutto del PD del futuro.
Le sfida del Governo e del cambiamento che stiamo affrontando sul piano dell’economia, dello sviluppo, dei diritti, dell’Europa ci conferma ogni giorno che l’Italia ha più che mai bisogno di un PD forte e radicato.
Abbiamo scelto un contesto importante, che fa parte da sempre della nostra storia politica. La Festa nazionale de l’Unità, quest’anno ancora più bella perché questo giornale – il nostro giornale – è tornato nelle edicole dopo una lunga e dolorosa assenza.

Due giorni di discussione e di confronto aperto e plurale, all’interno del PD e con gli occhi puntati sul tanto di buono e di nuovo che si muove fuori da noi, nel mondo della cultura, delle professioni, della società più larga.
Abbiamo cercato di tirare, tra i tanti possibili, alcuni fili per noi particolarmente significativi e qualificanti il profilo, l’identità e il ruolo di un partito politico. La prima giornata sarà quindi scandita dal lavoro di dieci tavoli incaricati di discutere a tuttotondo di cultura politica, formazione e selezione delle classi dirigenti, strumenti di partecipazione, organizzazione e consenso. L’esito di questi approfondimenti verrà poi presentato domenica mattina nel corso dell’assemblea plenaria conclusiva.
Era importante che tutto il partito, a ogni livello, si sentisse coinvolto in questo sforzo e così è stato, come dimostrano le numerose adesioni ricevute e la presenza di tantissimi tra dirigenti, eletti, amministratori, iscritti e militanti da tutta Italia. Così come riteniamo molto importante aver organizzato questo evento in collaborazione con i Giovani democratici e con il PD della Lombardia e di Milano, che ospitano la Festa nazionale.
Non basta un seminario a definire ruolo, forma e futuro di un partito, ne siamo consapevoli. E infatti pensiamo a questo appuntamento come a un momento di un percorso più vasto, avviato nei mesi scorsi con l’istituzione di una Commissione ad hoc per la riforma dello Statuto del PD al cui lavoro il seminario potrà dare un significativo contributo.
Il PD scommette sull’Italia e sul Governo che ha saputo aprire la più grande stagione di riforme della sua storia recente.
Ma il PD deve scommettere anche su di sé, sull’indispensabile sostegno e slancio che solo un grande partito riformista, radicato e di sinistra può dare a un vero e profondo processo di cambiamento. Affinché questo sia condiviso e maturato da tutto un paese, dall’intera società e non effimero come ogni cosa che venga calata dall’alto. Per questo serve un partito in larga parte ripensato rispetto al secolo che abbiamo alle spalle e tuttavia capace come un tempo di un pensiero sul futuro e sul mondo, di motivare, formare, organizzare la politica e il consenso.
I partiti vivono una stagione difficile della loro storia, questo è noto e non solo in Italia. Ma pensiamo che in troppi e con troppa superficialità hanno scritto epitaffi sui soggetti politici che, nel bene e nel male, hanno fatto da architrave alle moderne democrazie.
Noi scommettiamo sui partiti e sul PD.
E ci conforta scoprire che non siamo in pochi a farlo. I primi dati sulla scelta di tanti cittadini italiani di destinare il 2 per mille al nostro partito sono l’incoraggiamento più grande a continuare a credere e a lavorare per la buona politica.

 

Pubblicato su l’Unità del 4 settembre 2015

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