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"/> Don Giovanni Fornasini sarà proclamato Beato - Andrea De Maria

Don Giovanni Fornasini sarà proclamato Beato

Domenica è un giorno speciale per Marzabotto, un giorno speciale per la memoria delle vittime della barbarie nazifascista. Domenica 26 settembre il Cardinale di Bologna Monsignor Matteo Zuppi proclamerà Beato don Giovanni Fornasini, martire di Marzabotto.

Negli anni in cui ho avuto il privilegio di guidare come Sindaco quella comunità mi sono impegnato affinché non si disperdesse la memoria di questo uomo buono. Giovane sacerdote emiliano don Fornasini cercò con ogni modo di proteggere chi era perseguitato, di soccorrere chi era rimasto ferito, di sostenere chi aveva un marito, un padre, un figlio, una persona cara tra le montagne a difendere la Patria. Si offrì più volte in cambio di prigionieri e aprì la Canonica a chi fuggiva dalle barbarie nazista. Fino ad esserne vittima. Non era solo e forse anche questo non gli fu perdonato: con lui, altri giovani sacerdoti si unirono alla Resistenza e interpretarono la vocazione nel dovere di contrastare l’occupazione straniera.

Quando ero Sindaco mi è capitato più volte di ascoltare dai testimoni di allora i ricordi di don Fornasini quando si era fatto scudo della propria persona contro violenti massacri condotti dalle SS, fino a decidere di rimanere con la sua comunità sapendo bene cosa rischiava. Arrestato e miracolosamente sfuggito alla morte, non perse un minuto per tornare a lottare con tutti i mezzi a disposizione con un esempio di coraggio che non lasciò nessuno indifferente. La violenza della sua morte, sta lì a testimoniare l’odio che tanta passione aveva generato negli occupanti nszisti. La bicicletta di Don Giovanni Fornasini smise di percorrere le strade di campagna attorno a Sperticato nell’ autunno del 1944: portava con sè ancora pane e noci per le famiglie che andava a trovare e non avevano niente. Il 19 maggio 1950 venne conferita la medaglia d’oro al valor militare.

Negli anni bui della nostra storia furono tanti uomini e donne di Chiesa che si spesero per difendere la libertà. La memoria dei loro gesti, delle loro imprese e del loro sacrificio ci insegna a guardare con fiducia al futuro: condividere con la propria comunità sofferenze e ingiustizie è un grande messaggio religioso, ma anche un insegnamento laico potente. Dalla lotta di Liberazione abbiamo imparato l’ingiustizia della guerra e l’inutilità della violenza. Le combattemmo uniti allora e continueremo a farlo ovunque si presentino. E’ anche questo il messaggio chi ci ha lasciato Don Fornasini: non fu soltanto un prete di alto valore morale, ma anche un partigiano nel significato più nobile, più profondo e più popolare di questo termine. La popolazione lo chiamò l’”Angelo di Marzabotto”, e una sua lapide lo ricorda nella cripta-ossario accanto ai loculi di molti dei civili massacrati dalle bande nazi-fasciste di Walter Reder il “boia di Marzabotto”. Per non dimenticare.

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