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"/> Bologna. È il momento dell'unità. Teniamo le logiche di corrente del PD fuori dal dibattito su Bologna - Andrea De Maria

Bologna. È il momento dell’unità. Teniamo le logiche di corrente del PD fuori dal dibattito su Bologna

Le tensioni che ci sono nel PD di Bologna, che è giusto non sottovalutare pur essendo in parte fisiologiche di fronte a scelte importanti, dimostrano soprattutto, dal mio punto di vista, quando fosse fondato un appello all’unità che, per quanto mi riguarda, faccio fin dall’ inizio della discussione in atto.
Come è noto ho sempre sostenuto un percorso unitario senza primarie, anche aldilà delle problematiche legate alla pandemia. È questo il modo di arrivare più forti all’appuntamento elettorale e di dare alla Città il giusto messaggio di coesione e di responsabilità che richiedono i tempi che stiamo vivendo.
Per me la responsabilità collettiva di un gruppo dirigente deve venire sempre prima dei percorsi individuali, per quanto legittimi.
È importante ora definire con ancora più chiarezza le nostre priorità programmatiche da proporre ad una coalizione di Centrosinistra larga, aperta al civismo ed ai moderati. Sono contento perché alcuni temi che ho posto in questi mesi, come il valore delle politiche della sicurezza, della legalità e della coesione sociale e della aitonomia ed indipendenza delle istituzioni siano oggi ampiamente condivisi fra noi. Sono convinto che nel Partito Democratico di Bologna ci siano le condizioni per individuare unitariamente una proposta di candidatura a Sindaco da proporre alla coalizione. Un impegno unitario che, con tenacia e serietà, il Segretario del PD di Bologna Tosiani ha sempre perseguito.
Per come si è sviluppato il confronto nel PD bolognese, anche rispetto ai temi programmatici, sono convinto che ci siano tutte le condizioni perché questa unità si possa realizzare intorno alla candidatura a Sindaco di Matteo Lepore, che sostengo e sosterrò anche in caso di elezioni primarie, se, non essendosi eventualmente realizzate le condizioni dell’unità, si ricorrerà a questo strumento, secondo le previsioni della Statuto del PD. Questo non fa venir meno, per quanto mi riguarda, la grande stima che ho sempre manifestato per le qualità umane, politiche ed amministrative di chi si è messo a disposizione per la corsa a Sindaco, come Aitini, Lombardo ed Alberani ma penso che queste qualità oggi potrebbero essere preziose per qualificare il gioco di squadra nel PD. Certo in caso di Primarie sarà importante che si svolgano in un clima di solidarietà e rispetto reciproco. In ogni scenario teniamo fuori le logiche di corrente del PD dal dibattito su Bologna: se i bolognesi pensassero che il loro futuro è oggetto di giochi di potere di partito non ce lo perdonerebbero, ce lo insegna la storia di Bologna

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